Sentiero naturalistico e osservatorio

Il sentiero è sistemato con pavimentazione in selciato, barriera di protezione con corrimano e battibastone per non vedenti. L'osservatorio si trova in un'antica baita recuperata nel rispetto dell'architettura tradizionale ed è provvisto di una balconata panoramica affacciata sul lago. Bellissimi pannelli didattici illustrano e spiegano i segreti del bosco, della fauna e del paesaggio montano.

Lungo Lago
Il percorso è accessibile ai disabili motori e sensoriali ed è attrezzato con tavoli e pedane per prendere il sole.
Le particolari aree di gioco per i bambini sono arricchite con strutture in blocco per l'arrampicata.

Località ''PAGLIARI''

A circa 1 km. di distanza da Carona, sulla strada che porta ai rifugi Calvi e Longo, posta a 1350 mt. di quota, troviamo la frazione Pagliari, il cui nome denota la chiara origine rurale. È un piccolo borgo, dai muri in pietra locale a vista e dai caratteristici tetti in ardesia, che per secoli è stato la ''sentinella dei viandanti'', l'ultimo bivacco prima del tragitto finale sulle piste transorobiche. Alla fine del 1800 era abitato da circa un'ottantina di persone ed era sede di una piccola scuola, frequentata da 14 alunni ed ospitata in una capiente stalla. Negli anni '30-'40 del secolo scorso, non era raro vedere sulla mulattiera, file di cavalli che scendendo dai Passi di Publino, Venina e Cigola, trasportavano pesanti forme di formaggio. Gli allevatori, facevano sosta a Pagliari per uno spuntino prima di proseguire per le casere di Branzi in occasione della fiera zootecnica. A quei tempi infatti Pagliari era una frazione viva, con le case tutte aperte e gli abitanti (circa 100 anime), dediti all’agricoltura e all’allevamento. Tutto funzionava regolarmente, l'osteria, la fontana e la chiesetta consacrata a S. Gottardo, protettore dalle frane e dalle valanghe, al quale viene dedicata, nel mese di Luglio, una festa organizzata dalla locale sezione Alpini. Il centro è stato popolato fino al '60-'70, attualmente si anima solo nel periodo estivo, quando i villeggianti, per la maggior parte discendenti dai vecchi proprietari, riaprono le antiche case ristrutturate nel rispetto delle caratteristiche del borgo.

Sentiero delle Cascate / Sentiero lungo il fiume Brembo alla scoperta dell'antico Borgo di Pagliari

Sul lato sinistro dell’ingresso dell’orto botanico parte il suggestivo sentiero lungo il corso del fiume Brembo per scoprire cascate e acqua limpidissima. Salendo lungo il sentiero si raggiunge l’antico borgo di Pagliari.

Incisioni rupestri – quota 2100 / 2450 mt.

Dal 2007 il Museo Archeologico di Bergamo conduce ricerche sul territorio di Carona che hanno permesso di individuare un’area, tra le quote 2100 e 2450 m s.l.m., con numerosi massi incisi. Si tratta di blocchi di arenaria argillosa, di distacco dalla parete della montagna, caratterizzati da una superficie piatta e liscia, adatta ad accogliere le incisioni, realizzate con la tecnica filiforme tramite uno strumento metallico. Le incisioni di epoca storica riguardano motivi simbolici (nodi di Salomone, croci, stelle, cuori, ecc.), figure di animali, guerrieri e armi, lunghe iscrizioni e date di età medievale e moderna. L’area delle incisioni rupestri è stata suddivisa in 3 settori: Le Torbiere (LTB) e Aga (AGA), si trovano alle falde del Monte Aga; la Val Camisana (CMS), invece è la valle percorsa dal fiume Brembo che lì ha le sue sorgenti. I massi incisi sono stati numerati, georeferenziati, fotografati ed è stato eseguito il rilievo a contatto delle incisioni. Sono stati effettuati anche saggi di scavo presso la roccia CMS 1, finalizzati al reperimento di tracce di frequentazione, che tuttavia non hanno dato i risultati sperati. La roccia più interessante è la n. 1 di Val Camisana (CMS 1), sulla quale sono state riconosciute alcune figure risalenti al V sec. a.C. e una serie di iscrizioni celtiche in alfabeto leponzio del III-II sec. a.C., che riportano nomi propri, talvolta con patronimico; si tratta probabilmente, in analogia con le dediche rinvenute al passo del Gran San Bernardo, di ex voto di viandanti alle prese con le difficoltà di attraversamento dei monti. Per due volte, infatti, è ripetuto il nome del dio Pennino, dio celtico delle vette e dei passi di montagna.

Orto botanico

È organizzato come un giardino ed è attrezzato per una piena agibilità da parte dei disabili su carrozzina e dei non vedenti. Il percorso e tutte le specie vegetali sono segnalati da specifici indicatori botanici, da targhe in braille e da mappe tattili.

Grandi pannelli illustrano le caratteristiche della vegetazione di montagna.

Via GeoAlpina

Via GeoAlpina è un’iniziativa internazionale nata nel 2009 sotto l’egida dell’UNESCO riconosciuta come progetto simbolo di chiusura dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra, indetto dall’ONU con l’obiettivo di rendere noti i traguardi raggiunti dalle Scienze della Terra (geologia, geofisica, pedologia, paleontologia, geodesia, idrogeologia, climatologia, ecc.) e la loro influenza nella vita quotidiana. Il progetto nasce dall’idea di promuovere la geologia tra i turisti che sono guidati alla scoperta delle meraviglie geologiche e dei loro segreti lungo nuovi percorsi montani.

L’Istituto di Geologia del Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo ha partecipato al progetto internazionale realizzando due itinerari che attraversano le Orobie. Il primo tragitto ripercorre in due giorni L’Antica Via Priula lungo un tratto di 21 km da Morbegno al Passo San Marco. Il secondo, lungo itinerari del Parco delle Orobie Bergamasche, propone un tragitto di circa 50 Km percorribili in 5 giorni che, con numerose tappe accuratamente descritte, si snoda dal passo San Marco Alle Sorgenti del Brembo a Carona. I percorsi permettono, attraverso un viaggio nella geologia, di cogliere anche i legami con la vita degli abitanti di questi luoghi: origini, storia e tradizioni. In cammino lungo la via si apriranno gli occhi dei visitatori ad un nuovo mondo la cui comprensione risulterà affascinante ed emozionante.

Alle sorgenti del Brembo

L’itinerario inizia dal Rifugio Passo San Marco 2000 in prossimità dell’omonimo valico posto a mt. 1985 e percorre interamente la testata della Valle Brembana, mantenendosi sui 2000 metri di quota a cavallo dello spartiacque delle Alpi Orobie, fino a raggiungere il fondovalle presso l’abitato di Carona a mt. 1116. Il cammino è composto da cinque tappe, per un totale di circa km. 46 km, e si svolge lungo mulattiere e sentieri indicati con segnavia CAI in un’area ad alto pregio naturalistico caratterizzata da due Siti di Importanza Comunitaria. Questo percorso facilmente accessibile ed identificabile, è classificato come escursionistico (E) in quanto faticoso, ma non esposto, adatto a tutti coloro che sono abituati a camminare anche per parecchie ore di seguito.