Comune di Carona


 
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La Fauna

In questi ultimi anni una maggior protezione, una più severa programmazione dell'attività venatoria, nonché una più rispettosa coscienza verso al natura hanno prodotto una sensibile aumento nella popolazione di alcune specie animali. Per contro il disturbo arrecato, soprattutto nel periodo della riproduzione, da mezzi meccanici, da escursionisti di passaggio, da raccoglitori di funghi, può causare sensibili danni agli effetti di un incremento numerico delle popolazioni. Di questo dobbiamo essere ben coscienti tutti noi che amiamo i monti, gli animali e il loro ambiente naturale: in montagna si deve andare in punta di piedi e con estremo rispetto per ogni forma di vita che incontriamo; in fondo gli intrusi siamo noi.

Fra gli ungulati, una delle specie più diffuse è sicuramente il camoscio. Attualmente è relativamente facile scorgerne branchi anche numerosi, purchè si abbia l'avvertenza di mantenere un comportamento silenzioso e di camminare possibilmente contro vento. Anche il capriolo che alberga nel fitto dei sottoboschi e dei boschi è certamente aumentato di numero in questi ultimi anni. Lo stambecco vive le quote più alte dei nostri monti, ma non ovunque; la sua presenza è limitata nella zona nord-est che va dal passo Publino, Pizzo Zerna, fino al Monte Grabiasca.

Le volpi, di abitudini per lo più notturne, sono in aumento. La lepre comune, nelle zone di media quota, e la lepre bianca, al di sopra dei 2000 metri, sono anch'esse presenti sulle nostre montagne.

Hanno avuto un notevolissimo incremento numerico le marmotte: è ormai abituale sentire un po' ovunque i loro caratteristici fischi di allarme. Anche altri piccoli mammiferi sono presenti, seppure in minor numero: ermellini, faine, donnole, scoiattoli, martore. Tra l'avifauna sono diffusi i corvi, i gracchi, alcune specie di rapaci, in particolare i falchi, poiane, nibbi. L'aquila reale, avvistata sempre più frequentemente, nidifica nelle nostre montagne. Galli forcelli e soprattutto pernici sono discretamente numerosi. La consanguineità, ma soprattutto l'abbandono di molti alpeggi e delle attività agricole, sono la conseguente scomparsa di un habitat a loro più confacente, sono la causa della progressiva diminuzione delle coturnici. Capiterà di incontrare alberi con strani buchi, tanto da far pensare ad un intervento umano: sono invece opera dei bellissimi e colorati picchi.

Le vipere sono i rettili più frequenti ed in costante aumento. Sono pericolose per l'uomo solo se direttamente molestate, perché generalmente fuggono non appena percepiscono le vibrazioni dei passi trasmesse dal terreno. Esse non vanno confuse con bisce ed orbettini, abbastanza comuni nelle zone umide.

Infine rispettiamo la formica, di cui si trovano nei boschi i nidi costruiti con aghi di pino: è un importantissimo agente nell'equilibrio naturale del sottobosco.




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